
A settembre 2026 un kWh di energia elettrica in Italia costa circa 0,32 € tutto compreso per una famiglia nel servizio di tutela, tasse e oneri inclusi. È il valore di riferimento fissato da ARERA per il terzo trimestre del 2026: 31,63 centesimi al kWh, in aumento del 4,6% rispetto al trimestre prima. Rispetto a settembre 2025 la bolletta è più cara: l'osservatorio Nomisma Energia stima un prezzo medio di 31,93 cent/kWh contro i 28,75 di un anno fa, circa l'11% in più.
Se stai leggendo questa pagina perché la bolletta ti è arrivata più salata del previsto, non è una tua impressione. E c'è un numero da tenere a mente per tutto l'articolo: un kWh che produci da solo col fotovoltaico ti costa indicativamente 0,08–0,10 € lungo la vita dell'impianto, circa un terzo di quello che paghi alla rete — con un rientro dell'investimento che, sulle stime a listino Enpal 2026, si colloca tra i 4 e gli 8 anni. È qui che si gioca la vera differenza, molto più che nella scelta della tariffa.
In questa guida vediamo quanto costa davvero un kWh a settembre 2026, come si compone quel prezzo voce per voce, come cambia tra mercato tutelato e libero, e quanto puoi abbassarlo producendo tu la tua energia.
A settembre 2026 il costo di un kWh si muove tra 0,14 e 0,16 € per la sola componente energia nel mercato libero, e arriva a circa 0,32 € tutto compreso nel servizio di tutela una volta aggiunti trasporto, oneri e imposte. La forbice dipende quasi tutta da quali voci stai guardando: il prezzo dell'energia nuda è solo metà della bolletta.
Il riferimento pubblico più affidabile lo pubblica ARERA. Per il terzo trimestre 2026 (luglio–settembre) il prezzo del cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela è 31,63 cent/kWh, imposte incluse. All'ingrosso, il PUN — il prezzo unico nazionale che fa da base a quasi tutte le offerte — al 1° settembre 2026 valeva circa 0,199 €/kWh, in risalita dai ~0,15 €/kWh di metà agosto: un rimbalzo estivo legato ai maggiori consumi per il caldo.
Il punto da portare a casa è semplice: sulla rete il kWh più economico che trovi oggi difficilmente scende sotto i 0,14 € di sola energia, e sfiora i 0,32 € una volta caricato di oneri e tasse. Il kWh che ti produci col fotovoltaico parte da un livello strutturalmente più basso: una volta ammortizzato l'impianto, quell'energia è di fatto gratis.
Il prezzo che paghi al kWh è la somma di quattro componenti: materia energia, trasporto e gestione del contatore, oneri di sistema e imposte. Nel servizio di tutela, a settembre 2026, la materia energia pesa circa il 53% del totale; tutto il resto sono voci su cui non hai margine di scelta.
È il costo dell'elettricità vera e propria, quella che il fornitore acquista all'ingrosso. Nel terzo trimestre 2026 vale 16,92 cent/kWh, il 53,5% della bolletta. È l'unica voce che cambia davvero tra un'offerta e l'altra, ed è quella indicizzata al PUN nelle tariffe a prezzo variabile.
Copre il trasporto dell'energia sulla rete e la gestione del contatore. Vale 6,18 cent/kWh, il 19,5% del totale ed è uguale per tutti i fornitori, perché lo fissa ARERA: non cambia scegliendo un operatore diverso.
Sono i costi generali del sistema elettrico — incentivi alle rinnovabili, smantellamento nucleare, bonus sociali. Pesano 3,32 cent/kWh, il 10,5% della bolletta. Anche questi sono fissati per legge e identici in ogni offerta.
Le imposte valgono 3,10 cent/kWh, il 9,8% del totale: accise sul consumo più IVA (al 10% per le utenze domestiche residenti fino a 480 kWh/anno per scaglione, al 22% oltre). A queste si aggiunge la commercializzazione e vendita al dettaglio, 2,11 cent/kWh (6,7%), che remunera il servizio del venditore.
Su una bolletta tipo, meno della metà di quello che paghi è energia. Il resto sono costi di sistema, trasporto e tasse: voci fisse, che non cambiano di un centesimo scegliendo un fornitore diverso.
Prendi una famiglia che consuma 2.700 kWh l'anno, il consumo medio di una utenza domestica residente. Ai prezzi ARERA del terzo trimestre 2026, i 2.700 kWh valgono circa 850 € l'anno di sola bolletta elettrica, di cui poco più di 450 € di energia vera e propria e il resto — quasi 400 € — tra trasporto, oneri e imposte. È il motivo per cui, sotto una certa soglia, cambiare tariffa sposta poco: stai contrattando solo sulla metà della bolletta.
Questa è anche la ragione per cui l'autoconsumo pesa più della tariffa. Ogni kWh che produci e consumi sul posto non lo compri dalla rete, quindi non paghi né l'energia né gran parte degli oneri e delle tasse legati al prelievo. Il risparmio è sull'intera colonna della bolletta, non solo sull'energia.
Con una tariffa a fasce, l'energia costa di più nelle ore di punta dei giorni feriali (F1) e di meno la sera, la notte e nei weekend (F2 e F3). A settembre 2026, nel mercato tutelato, la differenza tra fasce sulla sola componente energia è modesta: intorno a 0,158 €/kWh in F1 e 0,158 €/kWh in F2-F3, valori quasi allineati. Su molte offerte del mercato libero lo scarto è più marcato.
Se hai una tariffa bioraria, spostare lavatrice, lavastoviglie e ricarica dei dispositivi in F2 e F3 fa scendere la bolletta, anche se di poco quando lo scarto tra fasce è ridotto come oggi. Il salto vero, di nuovo, lo fa il fotovoltaico: le fasce contano solo sull'energia che prelevi dalla rete, e col fotovoltaico gran parte del consumo diurno arriva dal tuo tetto, non dal contatore.
Nel mercato libero, a settembre 2026, la componente energia delle offerte più competitive si colloca tra 0,14 e 0,16 €/kWh sul prezzo fisso, mentre le tariffe variabili seguono mese per mese il PUN, intorno a 0,199 €/kWh a inizio settembre. A questi valori vanno sempre aggiunti trasporto, oneri e imposte, che portano il totale a ridosso dei 0,30 €/kWh come nel tutelato.
Le offerte a prezzo fisso bloccano la componente energia per un periodo definito (spesso 12 mesi, in alcuni casi fino a 24 o 36): danno prevedibilità e convengono quando il mercato è in tensione o al rialzo, come a fine estate 2026. Le offerte a prezzo variabile indicizzate al PUN costano meno quando l'ingrosso è basso, ma ti espongono ai rimbalzi — e settembre 2026 arriva proprio dopo uno di questi rimbalzi.
Confrontare le offerte resta utile, ma va detto con onestà: agisce su circa metà della bolletta, quella dell'energia. Sulle altre voci — trasporto, oneri, tasse — nessun fornitore può farti pagare meno, perché le fissa l'Autorità.
Negli ultimi cinque anni il prezzo dell'energia elettrica è passato da circa 0,12 €/kWh di PUN nel 2021 a picchi oltre 0,50–0,80 €/kWh nel 2022, per poi rientrare e stabilizzarsi su un livello comunque più alto del pre-crisi. Il 2026 conferma questa nuova normalità: prezzi meno drammatici del 2022, ma strutturalmente sopra i valori di cinque anni fa, con oscillazioni frequenti legate a gas, meteo e domanda.
Il dato di fondo è che il prezzo dell'energia non è tornato ai livelli del 2021, e nessuna previsione seria lo dà in discesa strutturale a breve. Su un orizzonte lungo — quello con cui si valuta un impianto fotovoltaico, che lavora 25 anni e oltre — questa è la variabile che pesa di più.
Una famiglia italiana media spende oggi tra 900 e 1.300 € l'anno di sola energia elettrica. Con un impianto fotovoltaico dimensionato bene, quella spesa può scendere del 50–70%, e in molti casi di più se all'impianto si abbina una batteria di accumulo per usare di sera l'energia prodotta di giorno.
Quanto risparmi dipende da tre cose: quanto spendi oggi di bolletta, quanta energia consumi e in che zona d'Italia vivi (a parità di potenza un impianto al Sud produce più che al Nord). Più alta è la bolletta di partenza, più grande è l'impianto che conviene e più alto il risparmio. Senza batteria il risparmio cala indicativamente del 35–40%, perché di sera torni a comprare dalla rete.
Le stime a listino Enpal 2026 danno un'idea concreta dell'ordine di grandezza, dal profilo più piccolo a quello più energivoro.
Le cifre sono stime su listino Enpal 2026 e produzione media per zona, non promesse: il risparmio reale si calcola sulla tua bolletta e sul tuo tetto. Ma l'ordine di grandezza è questo, ed è coerente con il costo del kWh autoprodotto di cui parlavamo all'inizio: circa 0,08–0,10 € contro i 0,32 € della rete, con un rientro tipicamente tra 4 e 8 anni.
Il modo più solido per abbassare il costo dell'energia non è rincorrere l'offerta del mese, ma ridurre quanti kWh compri dalla rete. Ogni kWh autoprodotto e consumato sul posto vale, in bolletta, l'intero prezzo tutto compreso che non paghi più: energia, trasporto, oneri e tasse insieme. È il motivo per cui l'autoconsumo batte quasi sempre il risparmio ottenibile cambiando tariffa.
Con Enpal l'impianto fotovoltaico si può avere senza anticipo, con una rata mensile a partire da circa 55–98 € a seconda della taglia, e con installazione in circa 45 giorni. L'idea è semplice: al posto della bolletta variabile e imprevedibile della rete, una rata fissa che nel tempo si ripaga con l'energia che produci. Enpal segue tutto chiavi in mano — sopralluogo, progetto, pratiche, installazione e assistenza.
Non è la soluzione per tutti e per ogni tetto: contano l'esposizione, lo spazio disponibile, il profilo di consumo. Ma se oggi paghi 0,30 € e più al kWh e continuerai a farlo per i prossimi vent'anni, vale la pena mettere sul tavolo anche il numero alternativo.
A settembre 2026 un kWh costa circa 0,32 € tutto compreso nel servizio di tutela (riferimento ARERA per il terzo trimestre: 31,63 cent/kWh, imposte incluse). La sola componente energia vale circa 0,15–0,16 €/kWh, mentre il PUN all'ingrosso al 1° settembre 2026 è intorno a 0,199 €/kWh.
Rispetto al 2025 il prezzo medio è salito di circa l'11% (da 28,75 a 31,93 cent/kWh secondo Nomisma Energia). L'aumento è legato ai maggiori consumi estivi, alla tensione sui prezzi all'ingrosso e ai costi del mercato della capacità nelle ore di picco. Per una famiglia da 2.700 kWh l'anno sono circa 86 € in più rispetto al 2025.
Da quattro voci: materia energia (16,92 cent, il 53,5%), trasporto e gestione del contatore (6,18 cent, 19,5%), oneri di sistema (3,32 cent, 10,5%) e imposte tra IVA e accise (3,10 cent, 9,8%), più la commercializzazione (2,11 cent, 6,7%). Solo la materia energia cambia da un'offerta all'altra: il resto lo fissa ARERA.
Dipende dall'offerta e da quanto consumi. Nel mercato libero le tariffe fisse migliori partono da circa 0,14–0,16 €/kWh sulla componente energia, ma trasporto, oneri e imposte sono identici al tutelato. Confrontare le offerte agisce solo su metà della bolletta: sotto una certa soglia di consumo sposta poco.
Un impianto dimensionato bene abbatte la spesa elettrica del 50–70%, perché un kWh autoprodotto costa indicativamente 0,08–0,10 € contro i circa 0,32 € della rete. Con una batteria di accumulo il risparmio cresce ancora, perché usi di sera l'energia prodotta di giorno. Il valore reale dipende da consumi, ore d'uso e zona d'Italia.