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Fotovoltaico
Costo energia elettrica

Costo per kWh 2026: qual è il prezzo dell'elettricità oggi?

Data:
30.1.2026
Tempo di lettura:
10
minuti

Bollette elettriche sempre più alte, prezzi che cambiano ogni mese e conti difficili da decifrare: capire il reale costo dell'energia in Italia non è semplice. 

Se ti stai chiedendo qual è il costo per kWh 2026, qual è il prezzo dell'elettricità oggi e perché continua a cambiare, sei nel posto giusto. 

In questo articolo scoprirai tutto sul costo dell'energia elettrica nel 2026: dalle componenti che determinano il prezzo in bolletta alle differenze tra mercato tutelato e libero, fino alle strategie concrete per ridurre i costi energetici con soluzioni come il fotovoltaico.

Quanto costa un kWh in Italia?

Il costo per kWh in Italia nel gennaio 2026 si attesta a circa 0,137 €/kWh per la materia energia pura nel Servizio a Tutele Graduali (che ha sostituito il mercato tutelato per i clienti vulnerabili). 

Tuttavia, il prezzo del kWh che vedi oggi in bolletta è molto più alto: la cifra sale mediamente a 0,30-0,40 €/kWh. Questa differenza apparentemente inspiegabile genera confusione in molte famiglie italiane.

La verità è che il costo dell’elettricità totale non dipende solo dal prezzo dell'energia in sé, ma include anche trasporto, distribuzione, oneri di sistema e tasse. Questo spiega perché il prezzo finale che paghi può essere anche il doppio o il triplo rispetto alla quotazione dell'energia sul mercato all'ingrosso.

Osservando la tua bolletta dell’energia elettrica, troverai diverse voci che compongono il prezzo finale da pagare, che sono: 

  • la spesa per la materia energia: 0,137 €/kWh circa (rappresenta il 40-50% del totale), come già accennato in precedenza;
  • il trasporto dell’energia e la gestione del contatore: che incide per circa il 15-20% sul totale;
  • gli oneri di sistema: che ammontano a circa il 20-25% del totale
  • le imposte (IVA e accise): circa il 15-20% del totale.

Per capire davvero quanto costa un kWh nella tua situazione specifica, devi considerare quindi diversi fattori fondamentali. Ad esempio il tipo di contratto, ma anche la presenza o meno di offerte specifiche per le diverse fasce orarie di consumo, il  fornitore energetico e gli oneri fissi applicati.

Guardiamo adesso nello specifico questi elementi e come determinano il costo per kWh.

Cosa determina il costo per kWh?

Il costo energia elettrica che vedi in bolletta, quindi, è il risultato di quattro componenti principali che si sommano per formare il prezzo finale:

1. Spesa per la materia energia

Questa è la voce che copre i costi di approvvigionamento dell'energia elettrica sul mercato all'ingrosso e rappresenta circa il 40-50% del totale della bolletta. 

Questo prezzo è influenzato dal PUN (Prezzo Unico Nazionale), che riflette le quotazioni dell'energia sulla Borsa Elettrica Italiana. Nel gennaio 2026, il Prezzo Unico Nazionale si attesta intorno a 0,12-0,13 €/kWh, un valore comunque significativamente più basso rispetto ai picchi del 2022, quando il prezzo dell’energia elettrica aveva raggiunto anche gli 0,80 €/kWh.

2. Spesa per il trasporto e la gestione del contatore

Ci sono poi le spese per il trasporto e la gestione del contatore.

Queste componenti, che rappresentano circa il 15-20% del totale, servono a coprire i costi della rete di distribuzione nazionale. Al suo interno sono incluse le spese per mantenere attiva l'infrastruttura che porta l'elettricità dalla centrale elettrica fino a casa tua, oltre ai costi di lettura e gestione del contatore

La maggior parte delle famiglie italiane ha un contatore da 3 kW di potenza impegnata: ovviamente, maggiore è la potenza del tuo contatore, più alte saranno queste spese fisse.

3. Oneri di sistema

Gli oneri di sistema, che pesano per circa il 20-25% del totale della tua bolletta, sono quei costi destinati al finanziamento di attività di interesse generale per il sistema elettrico

Ad esempio, includono il sostegno alle energie rinnovabili, i bonus sociali per le famiglie in difficoltà economica, la ricerca di sistema e lo smantellamento delle centrali nucleari

C'è da notare che per le seconde case, quindi dove non è presente la residenza principale, gli oneri di sistema sono più alti perché calcolati in modo diverso rispetto alle abitazioni principali.

4. Imposte: IVA e accise

Le imposte (accise e IVA al 10% per le utenze domestiche residenti, al 22% per le non residenti) rappresentano circa il 15-20% della spesa totale. 

Le accise sull'energia elettrica variano in base ai consumi: fino a 150 kWh al mese per le utenze residenti si applica un'aliquota ridotta.

Questo complesso sistema di componenti spiega perché le bollette possono aumentare anche quando i tuoi consumi rimangono stabili. Le variazioni del mercato energetico internazionale, le condizioni climatiche che influenzano la domanda, le decisioni regolamentari di ARERA e le tensioni geopolitiche impattano direttamente sul costo dell’elettricità per kWh finale che paghi.

Costi dell'elettricità per fascia oraria nel mercato tutelato

Nel Servizio a Tutele Graduali, il costo del kWh varia in base alle fasce orarie di consumo. Questo meccanismo di tariffazione bioraria divide la giornata in tre fasce, ciascuna con un prezzo diverso che riflette la domanda energetica del momento:

  • Fascia F1 - Ore di punta (la più costosa)

Dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 19:00, escluse le festività nazionali. È la fascia più costosa perché corrisponde ai momenti di massima richiesta energetica da parte di famiglie e imprese. Nel gennaio 2026, il prezzo in F1 è di circa 0,137 €/kWh per la sola componente energia. Durante queste ore, l'Italia consuma più energia perché le aziende sono operative, i negozi aperti e le case utilizzano elettrodomestici ad alto consumo.

  • Fascia F2 - Ore intermedie (costo medio)

Dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00, più il sabato dalle 7:00 alle 23:00, sempre escluse le festività nazionali. Il prezzo è intermedio perché la domanda energetica è in fase di crescita (mattina presto) o decrescita (sera). In questa fascia il costo medio per kWh è leggermente inferiore rispetto alla prima fascia, rendendola così più conveniente per chi può spostare l'uso di lavatrici, lavastoviglie e altri elettrodomestici ad alto consumo.

  • Fascia F3 - Ore fuori punta (la più economica)

Dal lunedì al sabato, dalle 00:00 alle 7:00 e dalle 23:00 alle 24:00, più tutta la domenica e i giorni festivi. È la fascia più economica perché la domanda energetica è al minimo. Molte aziende sono chiuse e i consumi residenziali sono ridotti. Il prezzo può essere più basso fino al 20-30% in meno rispetto alla fascia 1.

Strategia per risparmiare con le fasce orarie 

Se hai una tariffa bioraria, concentra l'uso degli elettrodomestici più energivori, come lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice, forno elettrico, nelle ore serali dopo le 19:00 e nei weekend. Puoi risparmiare dal 15% al 25% sulla componente energia semplicemente modificando le tue abitudini di consumo.

Quali sono i costi dell'elettricità nel mercato libero?

Nel mercato libero, il prezzo kWh oggi dipende dalle condizioni contrattuali che negozi direttamente con il fornitore. A differenza del Servizio a Tutele Graduali, qui ogni compagnia energetica può proporre offerte personalizzate con prezzi e servizi diversi. Le principali tipologie di offerta sono: tariffa a prezzo fisso, tariffa a prezzo variabile e tariffa monoraria e bioraria.

Con la tariffa a prezzo fisso Il costo dell’energia resta bloccato per 12-24 mesi, offrendo una maggiore protezione dalle oscillazioni di mercato. Questa soluzione è l’ideale in periodi di volatilità dei prezzi o quando si prevede un aumento delle quotazioni energetiche. In questo primo mese del 2026, le migliori offerte a prezzo fisso sul mercato libero si attestano intorno a 0,13-0,15 €/kWh per la sola componente energia, un livello molto competitivo rispetto ai valori del servizio tutelato.

C’e poi la tariffa a prezzo variabile (indicizzata al PUN). Il costo, in questo caso, segue l'andamento del PUN sul mercato all'ingrosso, con aggiornamenti continui e mensili. In questo caso, il fornitore applica un ricarico fisso (detto spread) al PUN, espresso in €/kWh. 

Per esempio, un'offerta potrebbe prevedere PUN + 0,02 €/kWh. Questo tipo di tariffa ti fa beneficiare dei ribassi quando il PUN scende, ma ti espone ai rincari quando aumenta. Le offerte indicizzate sono convenienti nei periodi di stabilità o discesa dei prezzi energetici.

Infine, parliamo della tariffa monoraria e della tariffa bioraria. Anche nel mercato libero puoi scegliere tra un prezzo unico per tutte le ore (monoraria) o prezzi differenziati per fascia oraria (bioraria). 

La tariffa bioraria è vantaggiosa se concentri i consumi la sera e nei weekend. Una famiglia media italiana consuma circa 2.700 kWh all'anno (circa 225 kWh al mese): con una bioraria e abitudini di consumo intelligenti, è possibile risparmiare anche fino a 100-150 euro all'anno.

Fai molta attenzione alle trappole del mercato libero.

Infatti, non bisogna farsi ingannare dalle pubblicità che mostrano solo il prezzo della componente energia. È sempre importante controllare il costo totale stimato della bolletta comprensivo di tutte le voci. Alcuni fornitori applicano costi fissi mensili elevati o condizioni contrattuali poco trasparenti. 

Andamento storico dei prezzi dell'energia per chilowattora nel 2026

Il prezzo kWh oggi è il risultato di anni di variazioni significative del costo dell'energia elettrica. Per comprendere meglio la situazione attuale, è utile guardare all'andamento storico degli ultimi anni.

Dopo il picco drammatico del 2022 causato dalla crisi energetica europea (guerra in Ucraina, riduzione delle forniture di gas russo), i prezzi hanno iniziato una graduale discesa. Il costo medio kWh nel gennaio 2026 è tornato su livelli più sostenibili, ma rimane comunque più alto del 50-60% rispetto ai valori pre-2021.

I fattori che hanno influenzato la discesa dei prezzi negli ultimi quattro anni sono diversi. Per valutare questi cambiamenti di prezzo, si deve tenere conto di elementi come la diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas, l’aumento della produzione da fonti rinnovabili (nel 2024 le energie rinnovabili hanno coperto il 47,5% del consumo lordo di elettricità nell'UE), gli inverni miti, che hanno ridotto significativamente la domanda di energia per il riscaldamento, e l’aumento degli stoccaggi di gas naturale.

Tuttavia, la volatilità del mercato energetico continua a rappresentare un'incertezza per le famiglie italiane. I prezzi, infatti, possono risalire rapidamente in caso di nuove tensioni geopolitiche, condizioni climatiche estreme o problemi nelle infrastrutture energetiche. Un’instabilità che rende sempre più strategico investire in soluzioni di autoproduzione energetica come il fotovoltaico, che ti protegge dalle fluttuazioni di mercato.

I pannelli solari ridurranno le bollette energetiche nel 2026, garantendo un risparmio significativo e protezione delle oscillazioni di mercato.

Passa al fotovoltaico per ridurre il costo dell'elettricità

Di fronte alle continue oscillazioni del costo dell'energia e alle incertezze dovute a situazioni geopolitiche instabili, la soluzione più efficace è l'autoproduzione con un impianto fotovoltaico. Una soluzione che ti permette di produrre la tua energia dal sole, in autonomia, così da ridurre la dipendenza dalla rete elettrica. Prima di valutare il costo dell'impianto fotovoltaico, è importante conoscere i benefici concreti che questa soluzione offre.

Ci sono almeno quattro vantaggi che derivano dall’installazione di un impianto fotovoltaico:

  • Puoi risparmiare fino all'80% in bolletta: ogni kWh autoprodotto è un kWh che non paghi;
  • Sei indipendente dalle fluttuazioni di mercato: proteggi il tuo budget e i tuoi risparmi dagli aumenti futuri;
  • Puoi beneficiare di incentivi fiscali dedicati: anche nel 2026 accedi alle detrazioni disponibili messe in campo dal governo italiano;
  • Aumenti il valore immobiliare: una casa autosufficiente, acquista valore in caso di futura rivendita.

Quanto risparmi con un impianto fotovoltaico? Una famiglia media ha un consumo di 2.700 kWh/anno, ciò vuol dire che ha una spesa che si attesta intorno ai 945/1000 € all'anno di elettricità. Con un impianto fotovoltaico da 3 kW puoi arrivare a risparmiare anche 570-660 €/anno, mentre con un impianto da 6 kW più un sistema di accumulo, potresti risparmiare oltre 750 €/anno.

E con ENPAL hai tutto incluso e zero pensieri. Con noi, infatti, puoi ottenere un finanziamento con 0 € di anticipo e ottenere l’installazione del tuo nuovo impianto fotovoltaico, chiavi in mano, in appena 45 giorni, con sopralluogo gratuito e gestione completa delle pratiche burocratiche.

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FAQ

Qual è la differenza tra kW e kWh?

Il kW (kilowatt) è un'unità di misura della potenza istantanea, ovvero la capacità di un dispositivo di utilizzare energia in un dato momento. Il kWh (kilowattora) è invece un'unità di misura dell'energia consumata nel tempo. Per esempio, se usi un elettrodomestico da 1 kW per un'ora, consumi 1 kWh. 

Come si calcola il kWh consumato da un elettrodomestico?

Per calcolare il consumo in kWh di un elettrodomestico, moltiplica la potenza (in kW) per il numero di ore di utilizzo. Formula: Consumo (kWh) = Potenza (kW) × Ore di utilizzo. Ad esempio, un frigorifero di classe A da 150 W (0,15 kW) acceso 24 ore al giorno consuma: 0,15 kW × 24 ore = 3,6 kWh al giorno, ovvero circa 108 kWh al mese. Per conoscere il costo, moltiplica i kWh per il tuo prezzo kWh oggi: 108 kWh × 0,35 €/kWh = 37,80 € al mese solo per il frigorifero.

Quanto costa 1 kWh oggi?

Il costo di 1 kWh oggi in Italia nel gennaio 2026 varia tra 0,30 e 0,40 €/kWh nel Servizio a Tutele Graduali, considerando tutte le componenti della bolletta (energia, trasporto, oneri di sistema, imposte). La sola componente energia si attesta a circa 0,137 €/kWh. Nel mercato libero i prezzi possono essere leggermente diversi a seconda dell'offerta scelta: le migliori tariffe a prezzo fisso offrono circa 0,13-0,15 €/kWh per la componente energia, mentre le indicizzate seguono l'andamento del PUN (attualmente intorno a 0,12-0,13 €/kWh) più un ricarico del fornitore. 

Quanto sono 10 kWh in euro?

Considerando un costo medio kWh di 0,35 €/kWh (valore rappresentativo per il 2026 considerando tutte le voci di bolletta), 10 kWh corrispondono a circa 3,50 €. Questo è il consumo tipico di un ciclo completo di lavatrice e asciugatrice insieme, oppure di un condizionatore da 2 kW acceso per 5 ore. 

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