
Nel 2026, per installare una pompa di calore puoi contare su due incentivi principali: il Conto Termico 3.0, che ti rimborsa fino al 65% della spesa con un accredito diretto del GSE, e la detrazione fiscale, che ti restituisce una parte della spesa in dieci anni. Non sono cumulabili tra loro: la scelta giusta dipende da quanto vuoi aspettare e da quanta capienza fiscale hai.
C'è però una cosa da sapere subito, perché cambia i conti rispetto agli anni scorsi: dal 2026 le aliquote di detrazione si sono abbassate. Chi rimanda rischia di trovare, l'anno prossimo, condizioni ancora meno vantaggiose.
In questa guida trovi quali sono gli incentivi disponibili nel 2026, quanto vale ciascuno, come si ottengono e — soprattutto — quale conviene scegliere in base alla tua situazione.
Nel 2026 una pompa di calore può accedere a due incentivi principali, alternativi tra loro:
A questi si aggiungono, in alcune Regioni, bandi locali con contributi a fondo perduto, quando i fondi sono disponibili. Attenzione invece a due strade che nel 2026 non sono più percorribili: lo sconto in fattura e la cessione del credito, aboliti per la generalità degli interventi.
Il Conto Termico 3.0 è l'incentivo gestito dal GSE che rimborsa una quota della spesa per la sostituzione di un vecchio impianto con una pompa di calore. È in vigore dal 25 dicembre 2025 (D.M. 7 agosto 2025) e per le famiglie rimborsa fino al 65% della spesa ammissibile.
Il suo grande vantaggio è la velocità e la semplicità:
Per questo, per una pompa di calore, il Conto Termico 3.0 è spesso la scelta più conveniente: percentuale più alta e soldi in tempi brevi, invece che spalmati su dieci anni.
La detrazione fiscale ti restituisce una parte della spesa sotto forma di sconto sull'IRPEF, ripartito in 10 rate annuali di pari importo. Nel 2026 le aliquote sono:
È un passo indietro rispetto al 2025, quando le stesse spese erano detraibili al 50% (prima casa) e al 36% (altri immobili). Il tetto di spesa resta elevato — fino a 96.000 € per unità immobiliare nell'ambito degli interventi di ristrutturazione — ma la percentuale che recuperi è più bassa e diluita nel tempo.
La detrazione conviene soprattutto a chi ha un'IRPEF sufficiente a "assorbire" le rate e preferisce lo strumento fiscale al rimborso diretto.
In sintesi: se vuoi recuperare di più e in fretta, e soprattutto se hai poca capienza fiscale, il Conto Termico 3.0 è quasi sempre la scelta migliore per una pompa di calore. La detrazione resta interessante per chi ha un'IRPEF capiente e preferisce lo strumento fiscale.
Quando si installa una pompa di calore, numerose voci di spesa possono essere incluse nella richiesta di detrazione fiscale o di incentivo.
Key Insight: Per ottimizzare il valore della detrazione, è fondamentale documentare accuratamente tutte le spese correlate all'intervento, incluse quelle per servizi professionali che spesso vengono trascurate ma sono pienamente detraibili.
Il calcolo delle detrazioni fiscali segue una procedura ben definita:
La detrazione si applica su un tetto di spesa che dipende dal bonus utilizzato: con l'Ecobonus il massimale per le pompe di calore è di 30.000 euro di spesa, mentre con il Bonus Ristrutturazioni — adatto quando la pompa di calore rientra in un intervento edilizio più ampio — il tetto sale fino a 96.000 euro. In entrambi i casi la detrazione si recupera in dieci rate annuali di pari importo.
È la domanda che conta di più, perché i due incentivi non sono cumulabili sullo stesso intervento: devi sceglierne uno. Ecco come orientarti:
In sintesi: se vuoi recuperare di più e in fretta, e soprattutto se hai poca capienza fiscale, il Conto Termico 3.0 è quasi sempre la scelta migliore per una pompa di calore. La detrazione resta interessante per chi ha un'IRPEF capiente e preferisce lo strumento fiscale.
No. Per la generalità degli interventi, nel 2026 lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili. Restano due strade per essere incentivati: la detrazione fiscale (recupero in 10 anni) e il Conto Termico 3.0 (rimborso diretto dal GSE). Sono escluse dagli incentivi anche le caldaie a gas installate da sole: sono agevolabili solo le pompe di calore e i sistemi ibridi.
Abbinare la pompa di calore a un impianto fotovoltaico è la combinazione più efficiente: la pompa di calore consuma elettricità, e il fotovoltaico te la produce gratis. Il risultato è che gran parte del fabbisogno di riscaldamento e acqua calda viene coperto dall'energia del sole, abbattendo il costo in bolletta.
Sul piano degli incentivi, i due impianti seguono strade distinte: la pompa di calore accede al Conto Termico 3.0 o alla detrazione, mentre il fotovoltaico ha le proprie agevolazioni. Per approfondire, vedi la guida al bonus per l'impianto fotovoltaico.
1. Scegli l'incentivo (Conto Termico 3.0 o detrazione), tenendo conto di percentuale, tempi e capienza fiscale.
2. Conserva la documentazione: fatture, pagamenti tracciabili e scheda tecnica della pompa di calore.
3. Per il Conto Termico: la richiesta si presenta al GSE, in genere entro 60 giorni dalla fine dei lavori, tramite il portale dedicato.
4. Per la detrazione: l'importo si porta in dichiarazione dei redditi, ripartito in 10 rate annuali.
Con Enpal la parte burocratica è gestita per te: valutiamo l'incentivo più conveniente per la tua situazione e ti seguiamo nelle pratiche. Richiedi una consulenza gratuita e senza impegno per sapere quanto puoi recuperare sulla tua pompa di calore.
Nel 2026 una pompa di calore può accedere a due incentivi alternativi: il Conto Termico 3.0, che rimborsa fino al 65% della spesa con accredito diretto del GSE, oppure la detrazione fiscale, pari al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili, recuperata in 10 rate annuali. In alcune Regioni sono attivi anche bandi locali.
Nel 2026 la detrazione fiscale per la pompa di calore è del 36% per l'abitazione principale e del 30% per gli altri immobili, ripartita in 10 rate annuali. È inferiore al 2025, quando le aliquote erano rispettivamente del 50% e del 36%.
Per una pompa di calore il Conto Termico 3.0 è spesso più conveniente: recupera fino al 65% (contro il 36-30% della detrazione), arriva in tempi rapidi con accredito diretto del GSE e non richiede capienza fiscale. La detrazione conviene a chi ha un'IRPEF capiente e preferisce lo strumento fiscale. I due incentivi non sono cumulabili sullo stesso intervento.
No. Nel 2026 lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili per la generalità degli interventi. Restano la detrazione fiscale (in 10 anni) e il Conto Termico 3.0 (rimborso diretto dal GSE).
Il Conto Termico 3.0 rimborsa fino al 65% della spesa ammissibile con accredito diretto del GSE. Per importi fino a 15.000 € il contributo è versato in un'unica soluzione; sopra questa soglia in rate annuali costanti.
No. Il Conto Termico 3.0 e la detrazione fiscale non sono cumulabili sullo stesso intervento: occorre sceglierne uno. Possono invece coesistere, a determinate condizioni, con alcuni bandi regionali.
No. Le caldaie a gas installate da sole sono escluse dagli incentivi. Sono agevolabili le pompe di calore e i sistemi ibridi che integrano una fonte rinnovabile.
È la domanda che conta di più, perché i due incentivi non sono cumulabili sullo stesso intervento: devi sceglierne uno. Ecco come orientarti: