

L’efficientamento energetico è diventato una priorità per molte famiglie italiane, soprattutto al giorno d’oggi, con i costi dell’energia sempre più variabili e con l’Unione Europea che ha stabilito obiettivi chiari per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici entro il 2030.
Comprendere che cosa significa rendere più efficiente una casa, quali interventi permettono di ottenere benefici concreti e quali incentivi sono disponibili, è essenziale per pianificare un percorso sostenibile e conveniente verso una migliore classe energetica della propria abitazione o della propria attività produttiva.
Migliorare l’efficienza energetica non significa soltanto ridurre i consumi. Significa anche creare un edificio che sia in grado di sfruttare al meglio le risorse naturali, mantenere condizioni di comfort più stabili e valorizzare l’immobile sul mercato. Investire su questi aspetti permette di beneficiare di minori costi in bolletta, di ambienti più confortevoli e di una maggiore protezione rispetto alle normative in arrivo.
In questo articolo scopriremo di più sull’efficienza energetica: significato, incentivi e obiettivi per il 2030.
L’efficientamento energetico è l’insieme degli interventi pensati per ottimizzare il rapporto tra l’energia consumata e le prestazioni ottenute. L’obiettivo di questa azione è ottenere lo stesso livello di comfort, o un livello superiore, utilizzando meno energia. Le soluzioni utili per soddisfare questo obiettivo vanno dall’installazione di impianti fotovoltaici alla coibentazione dell’involucro edilizio, dalla sostituzione degli infissi alla scelta di sistemi di riscaldamento più moderni ed efficienti.
Questi interventi non producono solo un miglioramento immediato nei consumi: contribuiscono anche alla riduzione dell’impatto ambientale e sono pensati per garantire un risparmio costante nel tempo. Ad esempio, una casa ben isolata, dotata di tecnologie più avanzate, riesce a mantenere meglio la temperatura interna e a ridurre sensibilmente la necessità di ricorrere alla climatizzazione tradizionale rispetto ad altri tipi di edifici non correttamente isolati.
Questi sono concetti che vengono spesso confusi, ma indicano due approcci diversi.
Il risparmio energetico riguarda le abitudini quotidiane, ad esempio: spegnere le luci, impostare il riscaldamento in modo più responsabile, evitare gli sprechi. Questi sono tutti comportamenti utili che riducono il consumo energetico complessivo, ma non modificano la struttura o le prestazioni dell’edificio.
L’efficientamento energetico, invece, si basa su interventi che trasformano la casa in un sistema più performante. Si tratta, ad esempio, di installare una pompa di calore, sostituire gli infissi o applicare un cappotto termico sono operazioni che migliorano in modo permanente le performance energetiche dell’immobile.
La combinazione dei due approcci, ovvero miglioramenti tecnologici e buone abitudini, permette di ottenere i risultati migliori in termini di risparmio e comfort.
La valutazione ufficiale dell’efficienza energetica di un’abitazione passa attraverso l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), un documento redatto da un tecnico abilitato che analizza elementi come la qualità dell’isolamento, le caratteristiche degli infissi, l’efficienza degli impianti e il fabbisogno energetico complessivo dell’edificio.
La classe energetica varia da G ad A4 e rappresenta la fotografia dello stato energetico dell’immobile. Conoscere la classe di partenza è un elemento fondamentale per programmare gli interventi più efficaci e capire quali operazioni hanno un impatto maggiore sia sul risparmio sia sull’adeguamento agli obiettivi europei.
Rendere più efficiente la propria abitazione produce vantaggi immediati e misurabili.
Il primo riguarda la riduzione delle bollette: effettuare un upgrading come l’installazione di pannelli fotovoltaici o di una pompa di calore, può ridurre la spesa energetica fino al 65%, a seconda delle condizioni dell’edificio e dei consumi iniziali. Un altro beneficio è il miglioramento del comfort, grazie a una temperatura interna più stabile e a una minore dispersione termica.
A questi si aggiunge un incremento del valore dell’immobile. Una casa in classe A o A4, a parità di caratteristiche, può raggiungere un valore totale superiore fino al 25% rispetto a una casa in classe G.
L’efficienza energetica diventa quindi un investimento capace di combinare risparmio, qualità dell’abitare e valorizzazione patrimoniale.
Quando si decide di migliorare le prestazioni energetiche di un’abitazione, la scelta degli interventi dipende dalla situazione di partenza e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Esistono alcuni interventi principali che possono migliorare l’efficientamento energetico di un edificio, come:
Ogni intervento ha un impatto diverso sulla classe energetica, ma tutti contribuiscono a ridurre i consumi e migliorare il benessere abitativo.
Le agevolazioni fiscali per l’efficientamento energetico sono state aggiornate con la Legge di Bilancio 2025. La detrazione per gli interventi sulle abitazioni principali è ora al 50%, mentre per le altre unità immobiliari è al 36%. Le spese effettuate vengono recuperate in dieci anni attraverso detrazioni fiscali IRPEF o IRES.
Gli interventi ammessi nelle detrazioni per il risparmio energetico comprendono il miglioramento dell’isolamento termico dell’edificio, la sostituzione degli impianti di climatizzazione con soluzioni ad alta efficienza, l’installazione di pannelli solari e, in alcuni casi, l’adozione di nuove tecnologie che contribuiscono alla produzione energetica da fonti rinnovabili.
Bisogna anche tenere in considerazione il fatto che dal 2026 le aliquote subiranno ulteriori riduzioni, scendendo al 36% per la prima casa e al 30% per le altre abitazioni.
Inoltre, per ottenere la detrazione è necessario presentare l’asseverazione tecnica, l’eventuale APE post-intervento quando richiesto e la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
La direttiva europea EPBD 2024/1275, nota anche come direttiva "Case Green", presenta alcune e importanti novità e stabilisce i nuovi obiettivi per la riqualificazione energetica degli edifici entro il 2030.
La nuova direttiva prevede che le abitazioni esistenti dovranno raggiungere almeno la classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. Si tratta di un cambiamento significativo, che coinvolgerà milioni di edifici in Italia.
Infatti, in vista di questi cambiamenti, un mancato adeguamento dell’edificio potrebbe comportare conseguenze negative sotto diversi aspetti. Potrebbe incidere, infatti, in termini di valore di mercato, possibilità di affitto o vendita, e in futuro non sono escluse eventuali introduzioni di sanzioni o limitazioni per gli edifici più energivori.
Per questo motivo gli interventi di efficientamento energetico entro il 2030 rappresentano non solo una scelta sostenibile, ma anche un’assicurazione sul valore dell’immobile.
È davvero possibile vedere l’efficientamento energetico come un investimento strategico per il proprio futuro e quello dell’immobile? La risposta è sì.
Infatti, investire in una casa energeticamente efficiente significa puntare su un immobile più moderno, più confortevole e più sostenibile. Una migliore classe energetica che porta con sé diversi vantaggi, come il risparmio economico duraturo nel tempo, ma anche un livello di comfort superiore durante tutto l’anno e un valore immobiliare più stabile, se non crescente nel lungo periodo.
Gli interventi come il fotovoltaico, le pompe di calore e l’isolamento termico riducono i consumi in modo permanente, migliorano la qualità dell’abitare e contribuiscono alla riduzione delle emissioni.
Finché saranno disponibili le diverse agevolazioni fiscali in vigore, intervenire oggi per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, di un edificio o del proprio magazzino, ad esempio, permette di massimizzare i benefici e distribuire l’investimento su un periodo più lungo.
Per migliorare l’efficienza energetica della tua casa, la prima azione utile da fare è sicuramente quella di comprendere la classe energetica attuale e individuare gli interventi che producono il maggiore salto di qualità.
Sono diverse le soluzioni attuabili, ma quelle con l’impatto più elevato riguardano generalmente l’installazione dei pannelli fotovoltaici, delle pompe di calore e l’isolamento termico, che agiscono direttamente sul fabbisogno energetico dell’abitazione.
Affidarsi ad esperti e professionisti del settore per richiedere una diagnosi energetica permette di definire una strategia personalizzata e di verificare quali interventi sono più vantaggiosi per il proprio edificio, anche in relazione alle agevolazioni fiscali ancora disponibili.
Muoversi oggi è particolarmente utile, perché le detrazioni sono destinate a ridursi nei prossimi anni.
Un percorso di efficientamento energetico richiede analisi, competenze e una gestione accurata di impianti, documentazione e incentivi.
Enpal supporta i proprietari di casa nella scelta e nell’installazione di impianti fotovoltaici, pompe di calore e soluzioni integrate, che aiutano a raggiungere una migliore classe energetica.
Per approfondire puoi consultare le pagine dedicate all’impianto fotovoltaico, alla wallbox per la ricarica domestica e alla pompa di calore, valutando quale combinazione di tecnologie è più adatta alla tua abitazione.
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Gli interventi comprendono l’installazione di pannelli fotovoltaici, pompe di calore, isolamento termico delle pareti e del tetto, sostituzione degli infissi e sistemi di gestione intelligente dell’energia. Queste soluzioni migliorano le prestazioni dell’abitazione riducendo consumi e dispersioni.
La percentuale del 65% non è più in vigore: dal 2025 la detrazione è al 50% per le abitazioni principali e al 36% per le altre. Sono ammessi interventi che migliorano l’efficienza dell’involucro edilizio, la sostituzione degli impianti di climatizzazione e l’installazione di sistemi basati su energie rinnovabili.
Il mancato adeguamento potrebbe comportare una svalutazione dell’immobile, maggiori difficoltà di vendita o affitto e possibili restrizioni future. Gli edifici in classi inferiori alla E saranno sempre meno competitivi e potrebbero subire limitazioni normative.
Nel 2026 le aliquote saranno ridotte al 36% per la prima casa e al 30% per le altre unità immobiliari, in linea con la progressiva revisione degli incentivi prevista dalle normative.