
Una pompa di calore consuma mediamente tra 10 e 35 kWh al giorno in inverno e tra 2.500 e 6.000 kWh all'anno per il riscaldamento di un'abitazione. Il consumo elettrico si calcola con una formula semplice:
Cioè: l'energia che la pompa preleva dalla rete è pari al calore che produce diviso il suo rendimento (COP). Una pompa che eroga 10 kW termici con un COP di 3 assorbe circa 3,3 kWh di elettricità ogni ora di funzionamento.
Il consumo reale, però, non è mai un numero fisso: cambia con la temperatura esterna, con il livello di isolamento della casa e con la temperatura a cui lavora l'impianto. Vediamo i valori concreti.
In una giornata invernale una pompa di calore consuma tra 10 e 35 kWh, a seconda della potenza e delle ore di funzionamento. Prendendo una pompa da 10 kW termici con COP 3, che assorbe 3,3 kWh/ora, e ipotizzando 10 ore di funzionamento al giorno, il consumo giornaliero è di circa 33 kWh.
Nelle mezze stagioni, quando la casa richiede meno calore e la pompa lavora poche ore, il consumo scende sotto i 10 kWh al giorno.
Su base annua, una pompa di calore per il solo riscaldamento consuma indicativamente:
*(Valori indicativi. Il consumo reale dipende da isolamento, zona climatica, terminali e SCOP dell'impianto. Aggiungendo la produzione di acqua calda sanitaria, il consumo sale di qualche centinaio di kWh l'anno.)*
Il dato che conta è l'ultimo: il consumo elettrico effettivo, cioè quello che paghi in bolletta. Ed è qui che entra in gioco il rendimento.
Il consumo orario cresce con la potenza termica della pompa. Con un COP di 3:
La regola pratica per il dimensionamento: servono in media 50-70 W di potenza termica per metro quadro in una casa ben isolata. Una casa di 100 mq richiede quindi circa 5-7 kW di potenza. Attenzione: sovradimensionare la pompa non fa risparmiare, anzi — una pompa troppo potente lavora a cicli brevi e perde efficienza.
Il rendimento di una pompa di calore si misura con due indici:
Più alto è il COP/SCOP, meno elettricità serve per la stessa quantità di calore. Il rendimento peggiora quando aumenta il salto di temperatura tra l'aria esterna e l'acqua di mandata: per questo una pompa rende di più con terminali a bassa temperatura (pavimento radiante, 30-35 °C) che con radiatori tradizionali (55-65 °C).
In inverno i consumi salgono, perché quando la temperatura esterna scende il COP diminuisce. Con -7 °C, il COP di una pompa aria-acqua può scendere intorno a 2: la stessa pompa da 10 kW termici che d'autunno assorbiva 3,3 kWh/ora arriva a consumarne circa 5. È nei giorni più freddi che si concentra la maggior parte del consumo stagionale.
Il costo di esercizio si ottiene moltiplicando il consumo elettrico per il prezzo del kWh. Un'ora di riscaldamento con una pompa che assorbe 3 kWh, a 0,25-0,35 €/kWh tutto compreso, costa circa 0,75-1,00 €.
La domanda vera, però, è: conviene rispetto al gas? Il confronto va fatto sul costo del calore, cioè quanto paghi per ogni kWh di calore prodotto:
*(Valori indicativi 2026. Il prezzo del gas tutto compreso al consumatore è più alto della sola materia prima — a giugno 2026 intorno a 0,50 €/Smc — per via di trasporto, oneri e imposte; l'elettricità è 0,25-0,35 €/kWh tutto compreso. Il risultato dipende da SCOP, prezzi e quota di autoconsumo.)*
Il messaggio è chiaro: già di per sé una pompa di calore produce calore a un costo per kWh inferiore a quello del gas, grazie a un rendimento che nessuna caldaia può raggiungere. E con un impianto fotovoltaico il conto cambia radicalmente.
⚠️ *Attenzione a un equivoco frequente: il fotovoltaico non aumenta il COP/SCOP della pompa (il rendimento della macchina resta lo stesso). Quello che fa è abbattere il costo di ogni kWh consumato, perché una parte dell'elettricità la produci gratis dal tuo tetto invece di comprarla dalla rete.*
Per capire quanto incide il prezzo dell'energia sul costo di esercizio, vedi la guida al costo dell'energia elettrica per kWh. Se invece stai valutando la spesa di acquisto e installazione (non i consumi), leggi quanto costa una pompa di calore.
I consumi non sono un destino: dipendono in buona parte da come è progettato e usato l'impianto. Le leve principali:
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Una pompa di calore consuma indicativamente tra 2.500 e 6.000 kWh di elettricità all'anno per il riscaldamento di un'abitazione, a seconda di isolamento, clima e rendimento (SCOP). A 0,25-0,35 €/kWh corrisponde a una spesa di circa 600-1.800 € l'anno, che si riduce sensibilmente con un impianto fotovoltaico.
In una giornata invernale una pompa di calore consuma tra 10 e 35 kWh, in base alla potenza e alle ore di funzionamento. Una pompa da 10 kW termici con COP 3 assorbe circa 3,3 kWh all'ora, quindi circa 33 kWh in 10 ore di funzionamento.
Per una casa di 100 mq ben isolata servono circa 5-7 kW di potenza termica, con un consumo di 12-18 kWh al giorno in inverno. Su base annua si parla indicativamente di 2.000-3.000 kWh elettrici, a seconda dell'isolamento e della zona climatica.
In una casa ben isolata servono in media 50-70 W di potenza termica per metro quadro, cioè circa 5-7 kW per 100 mq e 8-10 kW per 150 mq. Il valore preciso dipende dall'isolamento e dalla zona climatica e va confermato con un calcolo del fabbisogno termico.
Con un COP di 3, una pompa da 6 kW consuma circa 2 kWh/ora, da 8 kW circa 2,6 kWh/ora, da 10 kW circa 3,3 kWh/ora e da 12 kW circa 4 kWh/ora. Il consumo reale aumenta nei giorni più freddi, quando il COP scende.
Un'ora di riscaldamento costa circa 0,75-1,00 €, considerando un assorbimento di 3 kWh e un prezzo dell'elettricità di 0,25-0,35 €/kWh tutto compreso. Il costo si riduce con un COP più alto e, soprattutto, autoconsumando l'energia di un impianto fotovoltaico.
Sì: grazie a un rendimento (SCOP) di 3,5-4, una pompa di calore produce calore a circa 0,07-0,10 €/kWh termico, contro gli 0,11-0,13 €/kWh di una caldaia a gas. Il vantaggio aumenta con terminali a bassa temperatura e diventa massimo abbinando il fotovoltaico.
Il fotovoltaico non riduce i kWh consumati né aumenta il rendimento della pompa, ma abbatte il costo di esercizio: l'energia autoprodotta dal tetto sostituisce quella acquistata dalla rete, così ogni ora di funzionamento costa molto meno o quasi nulla.