

Per un’azienda moderna, investire nel fotovoltaico non è più soltanto una scelta etica o un gesto di responsabilità verso l’ambiente. Investire in un impianto fotovoltaico è diventata una strategia competitiva, concreta e misurabile, che permette alle aziende di ridurre i costi operativi, migliorare la stabilità finanziaria e costruire un’immagine aziendale più solida e credibile agli occhi dei potenziali e attuali clienti.
In un mercato come quello di oggi, dove il prezzo dell’energia continua a risentire delle oscillazioni internazionali, tra conflitti e crisi geo-politiche, e della dipendenza dai combustibili fossili, il fotovoltaico per le aziende diventa una leva essenziale per aumentare autonomia e controllo sui propri consumi.
Infatti, installare pannelli fotovoltaici significa produrre energia pulita direttamente nella propria sede operativa, riducendo immediatamente la spesa energetica e beneficiando di una tecnologia affidabile, scalabile e progettata per durare oltre trent’anni. Per molte imprese, si tratta dell’investimento più efficace per trasformare un costo fisso, quello dell’energia, in un fattore di competitività e crescita.
Il funzionamento di un impianto fotovoltaico aziendale è semplice, ma tecnicamente avanzato. I pannelli installati sulle coperture di capannoni, stabilimenti o serre industriali catturano l’energia solare e la trasformano in elettricità grazie all’azione delle celle fotovoltaiche. Questa energia, una volta convertita dall’inverter in corrente alternata, viene immediatamente utilizzata dall’azienda per alimentare macchinari, uffici e impianti produttivi.
A differenza degli impianti domestici, un impianto fotovoltaico per aziende richiede una progettazione più articolata, perché i consumi aziendali sono spesso elevati, costanti e concentrati nelle ore diurne.
La progettazione di questi impianti parte da un’analisi accurata dei fabbisogni energetici e dello spazio disponibile in azienda. La dimensione dell’impianto può variare, infatti, da poche decine di kW fino a diverse centinaia di kW o anche MW per realtà produttive molto grandi. Gli impianti industriali di nuova generazione utilizzano pannelli con efficienze superiori al 20% e assicurano una vita utile di circa trent’anni, garantita da una manutenzione programmata e dal monitoraggio digitale costante.
Il risultato è un sistema stabile, silenzioso e perfettamente integrato con l’attività aziendale.
Il fotovoltaico aziendale conviene alle aziende per diversi motivi, sia sul piano economico che su quello strategico.
Il beneficio più immediato è la riduzione significativa dei costi energetici. L’energia prodotta e consumata direttamente dall’azienda consente di ridurre la dipendenza dalla rete elettrica e quindi di mitigare gli effetti delle oscillazioni dei prezzi. In un periodo in cui l’elettricità rappresenta uno dei costi operativi più pesanti, disporre di una fonte energetica autonoma diventa un vantaggio competitivo reale.
Accanto al risparmio, un impianto fotovoltaico per aziende aumenta l’indipendenza energetica dell’impresa, che in questo modo può contare su un approvvigionamento stabile e costante. Questo elemento rafforza la solidità aziendale, soprattutto per quelle attività che lavorano 24 ore su 24 o che impiegano macchinari energivori.
Un altro aspetto centrale riguarda l’accesso a un ampio ventaglio di incentivi, agevolazioni fiscali e finanziamenti che, nel 2026, rappresentano una concreta opportunità per ridurre l’investimento iniziale e accelerare il ritorno economico.
C’è poi un beneficio spesso sottovalutato: la reputazione dell’azienda. Passare al fotovoltaico significa intraprendere un percorso di sostenibilità tangibile, che migliora notevolmente l’immagine dell’impresa agli occhi di clienti, partner e investitori. Nel lungo periodo, questa scelta contribuisce ad aumentare anche il valore degli immobili aziendali, che diventano più efficienti e meno costosi da gestire.
Il 2026 sarà un anno particolarmente favorevole per le imprese che desiderano investire nel fotovoltaico, grazie alla presenza simultanea di più strumenti di sostegno.
Nello specifico, per coloro che decidono di installare un impianto fotovoltaico per aziende, e possibile prendere in considerazione i seguenti incentivi per il 2026:
Queste rappresentano una degli elementi più importanti per le imprese. Le aziende che ne fanno parte possono produrre e condividere energia rinnovabile con altre realtà del territorio, ottenendo vantaggi economici importanti. Tra questi rientrano la possibilità di recuperare parte dell’investimento grazie a contributi diretti fino al 40%, benefici specifici per i comuni con meno di 5.000 abitanti e una tariffa incentivante per l’energia condivisa. È un modello che permette di ridurre i costi energetici in modo significativo e che sarà sostenuto da fondi dedicati fino al 30 giugno 2026.
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A queste opportunità si aggiunge l'Iperammortamento 2026, il nuovo incentivo nazionale entrato in vigore il 1° gennaio 2026 come successore del Piano Transizione 5.0. Questo strumento consente alle aziende di beneficiare di una maggiorazione del 180% sull'ammortamento dei beni strumentali, tra cui gli impianti fotovoltaici, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro di investimento. In pratica, per ogni euro investito in un impianto fotovoltaico, l'azienda può dedurre fiscalmente 2,80 euro, ottenendo un beneficio fiscale effettivo di circa il 43% per le società soggette a IRES. L'agevolazione è attiva fino al 30 settembre 2028 ed è cumulabile con la Nuova Sabatini Green, permettendo di massimizzare i vantaggi economici dell'investimento. È importante notare che per accedere all'Iperammortamento 2026 sono ammessi solo i moduli fotovoltaici di categoria B o C secondo la classificazione ENEA, e l'azienda deve avere un utile fiscale sufficiente per sfruttare la deduzione.
Infine, il Conto Termico 3.0, entrato in vigore il 25 dicembre 2025. Pur essendo stato pensato soprattutto per la Pubblica Amministrazione, offre incentivi anche alle imprese, ma con requisiti specifici per il fotovoltaico. È importante sapere che il fotovoltaico standalone non è incentivabile: l'impianto fotovoltaico è ammesso solo se abbinato all'installazione di una pompa di calore elettrica, con una potenza massima di 20 kWp e una capacità di accumulo fino a 20 kWh. L'intensità dell'incentivo arriva fino al 50% per i privati che installano il sistema combinato fotovoltaico, accumulo e pompa di calore. I contributi vengono erogati in tempi brevi e rappresentano uno strumento interessante per le aziende che pianificano un intervento integrato di efficientamento energetico.
Un'opportunità particolarmente vantaggiosa per le imprese del Mezzogiorno è rappresentata dalla ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno), che interessa otto regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Questo incentivo prevede un credito d'imposta utilizzabile immediatamente in compensazione tramite modello F24, con aliquote che variano dal 35% al 60% per le piccole e medie imprese, in base alla dimensione aziendale e alla localizzazione geografica. Il vantaggio più rilevante della ZES Unica è la sua cumulabilità con l'Iperammortamento 2026: combinando i due strumenti, un'azienda del Sud può arrivare a coprire fino al 78% dell'investimento complessivo in fotovoltaico.
È importante notare che, in caso di cumulo, la base di calcolo dell'Iperammortamento deve essere determinata al netto del credito d'imposta ZES già ottenuto, ma il beneficio complessivo rimane comunque molto significativo e rende l'investimento in energia solare particolarmente conveniente per le imprese meridionali.
Oltre agli incentivi nazionali già descritti, le aziende che desiderano installare un impianto fotovoltaico possono accedere a numerose opportunità offerte dalle Regioni e dagli enti locali. Questi programmi territoriali permettono spesso di cumulare i benefici con gli incentivi nazionali, aumentando significativamente il ritorno economico dell'investimento e riducendo i tempi di ammortamento.
I bandi regionali rappresentano una leva strategica fondamentale per le imprese che vogliono massimizzare il vantaggio economico del proprio investimento in energia solare. Ogni territorio italiano presenta infatti caratteristiche specifiche in termini di budget disponibili, tipologie di aziende ammesse e percentuali di contributo. Conoscere queste opportunità consente di pianificare l'investimento nel momento più favorevole e con le migliori condizioni possibili.
La Regione Lombardia ha attivato il bando "Linea Impresa Efficiente" con un budget complessivo di 43 milioni di euro, dedicato alle PMI con sede operativa in Lombardia. Il programma combina un contributo a fondo perduto con una garanzia regionale gratuita, rendendo l'accesso al credito più agevole per le imprese che investono in efficienza energetica e impianti da fonti rinnovabili, fotovoltaico incluso.
Per accedere al bando è necessario che l'azienda abbia almeno due bilanci depositati e un Credit Scoring positivo, requisiti che garantiscono la solidità finanziaria dell'impresa beneficiaria. Il bando sostiene sia interventi di efficientamento energetico che installazione di impianti fotovoltaici, permettendo alle aziende lombarde di ridurre i consumi energetici e migliorare la propria sostenibilità ambientale. La combinazione di contributo diretto e garanzia gratuita rende questo strumento particolarmente interessante per le PMI che vogliono investire nel fotovoltaico senza gravare eccessivamente sulla propria capacità di credito. Il bando è attualmente attivo e rappresenta un'opportunità concreta per migliaia di piccole e medie imprese lombarde.
La Regione Lazio offre uno degli incentivi più generosi d'Italia attraverso il bando "Lazio Energia Solare per le Imprese", parte del Programma Regionale FESR 2021-2027. Con un investimento complessivo di 20 milioni di euro, il programma sostiene micro, piccole, medie e grandi imprese nell'installazione di impianti fotovoltaici su coperture di edifici produttivi.
Le percentuali di contributo variano in base alla dimensione dell'impresa e raggiungono livelli particolarmente interessanti. Le micro e piccole imprese possono ottenere fino al 65% di contributo per l'impianto fotovoltaico e il 50% per i sistemi di accumulo. Le medie imprese beneficiano del 55% per il fotovoltaico e del 40% per l'accumulo, mentre le grandi imprese accedono al 45% e al 30% rispettivamente. A questi contributi si aggiungono rimborsi fino al 90% delle spese accessorie, come progettazione e direzione lavori.
Per accedere al bando è necessario un investimento minimo di 75.000 euro e il contributo massimo per singola impresa è fissato a 1.000.000 di euro. I requisiti tecnici prevedono l'utilizzo di moduli fotovoltaici iscritti al Registro ENEA e il collegamento obbligatorio al sistema GAUDI. Le domande possono essere presentate attraverso la piattaforma GeCoWEB Plus di Lazio Innova dal 3 febbraio al 31 marzo 2026, con procedura a sportello FIFO (first come, first served).
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la cumulabilità: il bando Lazio non è cumulabile con Transizione 5.0, detrazioni fiscali al 50% o tariffe incentivanti GSE, ma può essere combinato con il Ritiro Dedicato per la vendita dell'energia eccedente, creando così un ulteriore flusso di reddito per l'azienda.
Il Fondo Energia Emilia-Romagna rappresenta uno degli strumenti finanziari più vantaggiosi per le imprese che vogliono investire in fotovoltaico e efficientamento energetico. Sebbene attualmente chiuso per esaurimento fondi (dal 28 luglio 2025), trattandosi di un fondo rotativo, le risorse si rigenerano attraverso i rimborsi dei finanziamenti già erogati, rendendo molto probabile una riapertura nei prossimi mesi.
Il meccanismo di funzionamento è particolarmente interessante: il 75% dell'investimento viene finanziato a tasso zero (quota pubblica), mentre il restante 25% viene finanziato a tasso di mercato (Euribor 6m + massimo 4,99%). A questo si aggiunge un contributo a fondo perduto del 12,5% sulle spese tecniche, rendendo l'investimento particolarmente conveniente. Per un investimento di 200.000 euro, il risparmio sugli interessi si aggira tra i 15.000 e i 20.000 euro nell'arco di 8 anni.
Un punto di forza distintivo del Fondo Energia è che ammette il fotovoltaico standalone, cioè non richiede obbligatoriamente interventi di efficientamento energetico contestuali. Questo lo rende ideale per le aziende che vogliono concentrarsi esclusivamente sulla produzione di energia solare. Il finanziamento è accessibile con importi da 25.000 a 1.000.000 di euro, con una durata che va dai 18 ai 96 mesi e un preammortamento fino a 18 mesi.
Data la natura rotativa del fondo, è consigliabile monitorare costantemente il sito della Regione Emilia-Romagna, di Artigiancredito e del FESR regionale per essere pronti a cogliere l'opportunità non appena si verificherà la riapertura.
La Regione Calabria ha attivato il FEERI (Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese), uno strumento del PR Calabria FESR-FSE+ 2021/2027 con un budget complessivo di 45 milioni di euro, di cui 15 milioni dedicati specificamente alle energie rinnovabili. Il bando è attualmente aperto fino al 30 dicembre 2026 e rappresenta quindi un'opportunità concreta e immediata per le imprese calabresi.
Il FEERI combina un contributo a fondo perduto tra il 30% e il 35% con un finanziamento agevolato all'1% fisso che copre il restante 65-70% dell'investimento. Le microimprese ottengono il 35% a fondo perduto più il 65% di finanziamento agevolato, mentre le PMI accedono al 30% di contributo più il 70% di finanziamento. Le grandi imprese possono invece beneficiare del solo finanziamento agevolato al 90% dell'investimento totale.
Gli investimenti ammissibili vanno da un minimo di 80.000 euro a un massimo di 3.000.000 di euro e comprendono sia impianti fotovoltaici standalone che abbinati a interventi di efficientamento energetico, oltre a sistemi di accumulo e pompe di calore. La durata del finanziamento può arrivare fino a 96 mesi (8 anni), rendendo sostenibile il piano di rientro anche per investimenti consistenti.
Un requisito critico da tenere presente è l'obbligo di presentare una diagnosi energetica redatta da un EGE (Esperto in Gestione dell'Energia) certificato UNI CEI 11339 o da una ESCo certificata UNI CEI 11352. Questo comporta un costo aggiuntivo indicativo tra i 2.000 e i 5.000 euro per le PMI, ma garantisce al contempo un approccio professionale e ottimizzato all'investimento energetico. Le domande vengono istruite con procedura a sportello in ordine cronologico attraverso la piattaforma bandifincalabra.it.
La Regione Toscana ha attivato uno specifico bando dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nell'ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, Azione 2.2.4. Il bando, la cui scadenza è stata prorogata al 18 settembre 2025, prevede una sovvenzione a fondo perduto (contributo in conto capitale) per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili destinati a far parte di Comunità Energetiche. L'aspetto distintivo di questo bando è che non si limita a finanziare la sola installazione degli impianti fotovoltaici, ma supporta anche le spese necessarie per la costituzione e la gestione delle CER stesse. Questo approccio integrato facilita la nascita di nuove comunità energetiche sul territorio toscano, permettendo alle imprese di unirsi ad altri soggetti locali per condividere energia rinnovabile e beneficiare dei vantaggi economici collegati.
Per le aziende toscane interessate al modello delle Comunità Energetiche, questo bando rappresenta un'opportunità complementare agli incentivi nazionali già previsti per le CER, consentendo di massimizzare i benefici economici dell'investimento in fotovoltaico attraverso la partecipazione a progetti territoriali di condivisione energetica.
Sebbene la Nuova Sabatini Green sia un programma nazionale del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), merita di essere menzionata in questa sezione per la sua straordinaria cumulabilità con gli incentivi regionali e la sua disponibilità su tutto il territorio italiano. Con un budget di 1,7 miliardi di euro fino al 2029, rappresenta uno strumento di base che ogni impresa può e dovrebbe considerare.
Il meccanismo prevede un finanziamento bancario da 20.000 a 4.000.000 di euro, su cui lo Stato eroga un contributo pari agli interessi calcolati al tasso del 3,575%, equivalente a circa il 10% dell'investimento complessivo. Dal 2025, una novità importante riguarda l'erogazione del contributo in unica soluzione anziché in sei rate, semplificando notevolmente la gestione finanziaria per le imprese.
Il grande vantaggio della Nuova Sabatini Green risiede nella sua capacità di essere combinata con altri incentivi. Può essere cumulata con Transizione 5.0 (portando il beneficio complessivo fino al 45%), con il Credito d'Imposta 4.0 (fino al 20%), con la ZES Unica per le imprese del Mezzogiorno e con il Fondo Garanzia PMI per ottenere garanzie all'80%. Questa flessibilità la rende uno strumento fondamentale nella costruzione di pacchetti agevolativi personalizzati per massimizzare il ritorno economico dell'investimento in fotovoltaico.
La scelta dell'incentivo regionale o locale più appropriato dipende da diversi fattori strategici che ogni impresa deve valutare attentamente. La localizzazione geografica della sede operativa è naturalmente il primo criterio di selezione, ma non l'unico. È fondamentale considerare la dimensione dell'impresa, il settore di attività, l'entità dell'investimento pianificato e soprattutto la possibilità di cumulare più incentivi per ottimizzare il beneficio complessivo.
Un'analisi accurata dei tempi di apertura dei bandi è essenziale per pianificare correttamente l'investimento. Alcuni programmi come il FEERI Calabria sono attualmente aperti e offrono una finestra temporale ampia fino a fine 2026, mentre altri come il Fondo Energia Emilia-Romagna sono temporaneamente chiusi ma potrebbero riaprire in qualsiasi momento. Monitorare costantemente i siti istituzionali delle Regioni e degli enti gestori permette di cogliere le opportunità nel momento più favorevole.
La documentazione richiesta varia significativamente da un bando all'altro. Alcuni richiedono diagnosi energetiche certificate, altri si accontentano di preventivi dettagliati. Preparare in anticipo tutta la documentazione necessaria, dalle certificazioni aziendali ai progetti preliminari dell'impianto, permette di presentare domanda tempestivamente non appena si apre la finestra temporale, aumentando le probabilità di successo nei bandi a sportello che procedono in ordine cronologico.
Infine, è sempre consigliabile affidarsi a consulenti specializzati o a partner esperti come Enpal, che possono guidare l'azienda nella navigazione del complesso panorama degli incentivi, identificando le combinazioni più vantaggiose e gestendo tutti gli aspetti burocratici della richiesta di contributo, permettendo all'impresa di concentrarsi sul proprio core business. Clicca qui per prenotare una consulenza con un nostro esperto solare.
Stabilire il costo di un impianto fotovoltaico per aziende richiede un’analisi personalizzata.
Il prezzo finale dipende dal livello di consumo dell’impresa, dalle dimensioni del tetto o delle superfici disponibili, dalla scelta tecnologica dei pannelli e degli inverter, dalla necessità o meno di sistemi di accumulo e dalla complessità della progettazione. Inoltre, a influire sul costo complessivo di questo investimento ci sono anche le opere necessarie alla messa in sicurezza della copertura, le pratiche burocratiche e l’iter di allaccio alla rete, che varia da regione a regione, anche in base alla disponibilità degli operatori locali.
In linea generale, per quanto riguarda la durata del processo di installazione, questa può variare da poche settimane fino a tre mesi, considerando la progettazione, la consegna dei materiali, il montaggio e il collaudo.
In questo senso, è ideale affidarsi a professionisti del settore per una consulenza tecnica dedicata che consente di definire la dimensione ideale dell’impianto, il costo finale e il potenziale risparmio annuo, oltre a individuare tutti gli incentivi disponibili.
Anche il settore agricolo può trarre vantaggi significativi dal fotovoltaico.
Le aziende agricole, infatti, godono di alcune agevolazioni specifiche che rendono l’investimento particolarmente conveniente. Tra le misure più rilevanti per l'installazione del fotovoltaico per aziende agricole rientra innanzitutto il bando Agrisolare PNRR 2026, appena approvato con Decreto Ministeriale 681806 del 17 dicembre 2025 e aperto dal 21 gennaio 2026. Questo programma, dotato di un budget di 789 milioni di euro nell'ambito del PNRR (Missione 2 Componente 1), rappresenta l'opportunità più importante dell'anno per il settore agricolo. Il bando prevede contributi a fondo perduto fino all'80% dell'investimento per progetti in autoconsumo, ed è destinato a imprese agricole, zootecniche, agroindustriali e cooperative agricole. Sono ammessi impianti fotovoltaici da 6 a 1.000 kWp installati su coperture di edifici rurali, abbinabili a sistemi di accumulo, rimozione di amianto e interventi di isolamento termico.
Un aspetto importante è che il 40% delle risorse è riservato alle regioni del Mezzogiorno, garantendo una distribuzione equa sul territorio nazionale. Oltre all'Agrisolare, le aziende agricole possono beneficiare della possibilità di rinviare il pagamento dell'IVA grazie al meccanismo del Reverse Charge, dell'accesso a finanziamenti agevolati tramite la Nuova Sabatini e degli incentivi previsti dal Decreto FER2 per impianti di medie e grandi dimensioni.
La produzione di energia solare può accompagnare le attività agricole più energivore, come, ad esempio, l’irrigazione e la trasformazione dei prodotti, contribuendo a ridurre i costi operativi e migliorare la sostenibilità delle attività. Inoltre, in caso di presenza di energia eccedente, questa potrebbe essere venduta, generando un reddito aggiuntivo e, quindi, un sistema di ammortamento dell’investimento iniziale.
Da notare che per essere classificata come reddito agrario, la produzione deve però essere legata alle funzioni principali dell’attività agricola.
Scegliere un impianto fotovoltaico per la propria azienda è un percorso che richiede competenze tecniche, una progettazione accurata e una gestione puntuale della burocrazia.
Enpal supporta le imprese in ogni fase, dalla prima consulenza gratuita alla messa in funzione dell’impianto.
Il processo inizia con un’analisi approfondita dei consumi e delle caratteristiche della struttura aziendale, per definire la configurazione più adatta. Segue la progettazione tecnica, la gestione delle pratiche autorizzative e il coordinamento dell’installazione.
Una volta attivato l’impianto fotovoltaico, l’azienda sara in grado di monitorare la produzione energetica e verificare l’effettivo risparmio ottenuto, con l’assistenza continua dei tecnici Enpal.
Il costo varia in base ai consumi, allo spazio disponibile, ai componenti scelti e alla complessità della progettazione. È necessario un preventivo personalizzato elaborato sulla base delle esigenze energetiche specifiche.
Nel 2026 le aziende possono accedere ai benefici delle Comunità Energetiche Rinnovabili, al credito d’imposta del Piano Transizione 5.0, agli incentivi del Conto Termico e a bandi regionali dedicati alla sostenibilità.
I contributi comprendono fondi a fondo perduto nelle CER, crediti d’imposta, agevolazioni per l’efficienza energetica, incentivi diretti del Conto Termico e finanziamenti agevolati destinati anche alle aziende agricole.