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Fotovoltaico
Conto Energia

Conto Energia: la guida completa aggiornata al 2026 per il fotovoltaico

Data:
7.10.2026
Tempo di lettura:
5
Minuti

Per quasi dieci anni il Conto Energia è stato il motore del fotovoltaico italiano: tra il 2005 e il 2013 ha finanziato centinaia di migliaia di impianti con una tariffa garantita per vent'anni. Se hai installato in quegli anni, con ogni probabilità ricevi ancora il pagamento dal GSE.

Il punto è che oggi "Conto Energia" indica due cose molto diverse, ed è facile confonderle. Da un lato c'è l'incentivo statale ventennale, chiuso ai nuovi impianti dal 6 luglio 2013, le cui prime convenzioni stanno iniziando a scadere. Dall'altro c'è quello che molti chiamano "Conto Energia Enpal": non un incentivo pubblico, ma il modo in cui si valorizza oggi l'energia in eccesso, con la rivendita intelligente gestita da un algoritmo.

In questa guida mettiamo ordine: cos'era il Conto Energia e come funzionava, cosa prevede il DL Bollette 2026 (spalma-incentivi e uscita anticipata), cosa succede quando la tua convenzione arriva a scadenza e cosa puoi fare adesso per continuare a guadagnare dal tuo impianto.

In breve: il Conto Energia statale non è più accessibile dal 2013; chi ce l'ha lo mantiene fino alla scadenza naturale (tra il 2025 e il 2033 a seconda del Conto). Quando finisce, l'impianto continua a produrre: puoi passare al Ritiro Dedicato, aumentare l'autoconsumo con una batteria o affidarti alla rivendita intelligente. È qui che entra il "Conto Energia Enpal".

Cos'è il Conto Energia e perché non esiste più per i nuovi impianti

Il Conto Energia era un meccanismo di incentivazione gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che pagava una tariffa fissa per ogni kWh prodotto dall'impianto fotovoltaico, per vent'anni dall'entrata in esercizio. La differenza rispetto allo Scambio sul Posto o al Ritiro Dedicato è sostanziale: quei meccanismi valorizzano solo l'energia immessa in rete, mentre il Conto Energia premiava la produzione in sé, a prescindere da come la usavi.

Il funzionamento era lineare. Un contatore dedicato misurava l'energia prodotta, il GSE applicava la tariffa incentivante e la accreditava periodicamente sul conto del titolare della convenzione. Il programma si è articolato in cinque edizioni, con tariffe via via più basse man mano che il costo dei pannelli scendeva, fino al tetto dispesa cumulata di 6,7 miliardi di euro fissato per legge.

Quel tetto è stato raggiunto il 6 luglio 2013: da quella data non è più possibile accedere al Conto Energia per i nuovi impianti. Chi oggi installa il fotovoltaico non lavora più con questo incentivo, ma con la detrazione fiscale, il Reddito Energetico, le Comunità Energetiche e la vendita dell'energia in eccesso.

I cinque Conti Energia: le tariffe dal 2005 al 2013

Ogni edizione ha avuto regole e tariffe diverse. Se hai un impianto incentivato, ritrovi qui il tuo Conto di riferimento in base all'anno di entrata in esercizio.

Conto Energia Decreto Periodo Tariffa indicativa (fino a 20 kW)
I° Conto DM 28/07/2005 2005–2007 ~0,445 €/kWh
II° Conto DM 19/02/2007 2007–2010 0,38–0,49 €/kWh
III° Conto DM 06/08/2010 2010–2011 0,37–0,44 €/kWh
IV° Conto DM 05/05/2011 2011–2012 tariffe decrescenti per semestre
V° Conto DM 05/07/2012 2012–2013 tariffa onnicomprensiva + premio sull'autoconsumo

Il I° Conto Energia è stato il pioniere, con tariffe tra le più alte d'Europa ma un accesso burocratico complesso, regolato da graduatorie. Il II° Conto ha eliminato le graduatorie e introdotto tariffe più alte per gli impianti meglio integrati nell'edificio. Il III° e il IV° hanno avviato la riduzione progressiva, mentre il mercato esplodeva e i costi crollavano. Il V° Conto Energia ha cambiato logica: non più solo premio alla produzione, ma una tariffa onnicomprensiva sull'energia immessa più un premio sull'autoconsumo. Si è chiuso il 6 luglio 2013 al raggiungimento del tetto dispesa.

Cosa cambia nel 2026: lo spalma incentivi del DL Bollette

Il Decreto Legge 21/2026 (il cosiddetto "DL Bollette"), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 febbraio 2026, ha introdotto un meccanismo volontario di spalma-incentivi. Non è un taglio imposto: è un'opzione che il titolare della convenzione poteva scegliere di accettare, allungando la durata dell'incentivo in cambio di una riduzione della tariffa.

Si rivolge solo agli impianti sopra i 20 kW che percepiscono la tariffa premio fissa del I°, II°, III° o IV° Conto Energia, con convenzioni in scadenza dal 1° gennaio 2029 in poi. La gran parte degli impianti residenziali — tipicamente tra 3 e 6 kW — resta quindi fuori da questa misura.

Opzione Riduzione tariffa premio Estensione convenzione
Opzione A −15% (dal 2° semestre 2026 al 31/12/2027) +3 mesi
Opzione B −30% (stesso periodo) +6 mesi

L'Opzione A è la più prudente: sacrificio contenuto, estensione breve. L'Opzione B conviene a chi ha tariffe elevate e punta a prolungare il più possibile la convenzione. L'adesione passava dal portale GSE "Estendi convenzione CE" e la finestra fissata dal decreto (convertito nella legge 49/2026) si è chiusa il 31 maggio 2026: se non hai aderito entro quella data, la tua convenzione prosegue alle condizioni originarie.

Uscita anticipata dal Conto Energia: come funziona

Il DL Bollette 2026 ha aperto anche una terza via: l'uscita anticipata volontaria dalla convenzione, con risoluzione a partire dal 1°gennaio 2028.

Il meccanismo è questo: chi esce rinuncia agli incentivi residui e riceve in cambio un indennizzo pari al 90% del VAN (Valore Attuale Netto) dei flussi incentivanti attesi fino alla scadenza naturale, erogato in 10 rate annuali dal 2028. In cambio, però, c'è un impegno pesante: il repowering completo dell'impianto entro il 31 dicembre 2030, con produttività almeno raddoppiata e nuovi moduli iscritti nel registro europeo dei produttori (di fatto, pannelli di produzione europea).

L'accesso è contingentato a un massimo di 10 GW e avviene tramite un'asta al ribasso che il GSE deve bandire entro il 30 giugno 2027; il termine per presentare istanza era il 30 settembre 2026. In pratica, è una strada pensata per impianti medio-grandi con incentivi residui consistenti e la volontà di investire in un ammodernamento profondo. Per i piccoli impianti residenziali sotto i 20 kW, nella quasi totalità dei casi conviene portare la convenzione fino alla sua scadenza naturale.

Cosa fare quando scade il tuo Conto Energia

Quando scadono ivent'anni, l'incentivo si ferma ma l'impiantono. I pannelli, dopo due decenni, hanno perso mediamente tra il 15% e il25% di efficienza, ma continuano a produrre energia perfettamente utilizzabile.La prima convenzione (I° Conto) scade tra il 2025 e il 2027; le ultime (V°Conto) tra il 2032 e il 2033. L'errore da non fare è lasciare l'impiantoinattivo. Ecco le opzioni concrete.

  • ‍Autoconsumo diretto: ogni kWh che produci e consumi subito vale quanto l'elettricità che non compri dalla rete — indicativamente tra 0,25 e 0,30 €/kW hai prezzi del 2026. È la forma di valorizzazione più redditizia in assoluto.‍
  • Ritiro Dedicato (RID): il GSE acquista l'energia che immetti in rete aun prezzo legato al mercato. È la soluzione più semplice per l'eccesso. Trovitutti i dettagli nella guida al Ritiro Dedicato GSE.‍
  • Accumulo con batteria: aggiungere una batteria porta l'autoconsumo daltipico 30-35% fino al 70-80%, così usi tu l'energia invece di venderla a poco.‍
  • Revamping o repowering: se l'efficienza è calata molto, sostituire ipannelli con tecnologie attuali — che producono mediamente il 30-50% in più —può rimettere l'impianto al massimo.

Conto Energia Enpal: il "sostituto intelligente" oggi

Quando si cerca "Conto Energia" oggi, spesso si intende un'altra cosa: il Conto Energia Enpal. Mettiamo subito in chiaro cos'è, perché la differenza conta: non è un incentivo statale e non c'entra con il GSE. È il modo in cui Enpal valorizza l'energia in eccesso del tuo impianto, al posto dei vecchi meccanismi di vendita.

Funziona in due mosse:

  1. Enpal acquista direttamente la tua energia in eccesso, con un pagamento mensile automatico via bonifico —senza portali GSE, senza pratiche, senza dichiarazione dei redditi per le eccedenze.
  2. Un algoritmo gestisce carica e scarica della batteria in base ai prezzi di mercato dell'energia, accumulando quando l'energia costa poco e rivendendo quando il prezzo sale, lasciandoti sempre quella che ti serve per i consumi di casa.

Il risultato è un guadagno aggiuntivo rispetto alla sola vendita al prezzo fisso del Ritiro Dedicato, senza nessun impegno da parte tua: il sistema lavora 24 ore su 24. Per capire nel dettaglio come funziona la rivendita gestita dall'AI trovi la guida a Enpal One, e una panoramica di tutte le strade per vendere l'energia fotovoltaica in eccesso.

La strada giusta dipende da dove parti. Scegli la tua situazione qui sotto e andiamo al punto: quanto puoi guadagnare dall'energia che già produci, o quanto puoi risparmiare con un impianto nuovo.

Il Conto Energia non c'è più: gli incentivi per il fotovoltaico nel 2026

Se stai installando un impianto oggi, il Conto Energia non è un'opzione — ma non sei senza incentivi. Nel 2026 il fotovoltaico residenziale si appoggia su tre leve principali:

Il quadro completo, con importi, requisiti e scadenze aggiornati, è nella guida ai bonus e agli incentivi per il fotovoltaico 2026.

Modifiche all'impianto durante la convenzione, senza perdere gli incentivi

Se la tua convenzione in Conto Energia è ancora attiva e vuoi intervenire sull'impianto — sostituire pannelli guasti, aggiungere una batteria, potenziare — devi rispettare regole precise per non perdere il diritto all'incentivo.

Il vincolo principale riguarda la potenza: durante la convenzione puoi aumentarla al massimo del 5% per impianti sotto i 20kW e dell'1% sopra i 20 kW. Superare questi limiti fa decadere la convenzione. Qualsiasi modifica ai componenti principali (pannelli, inverter, strutture) va comunicata al GSE entro 60 giorni tramite il portale, altrimenti i pagamenti possono essere sospesi.

L'aggiunta di una batteria di accumulo è possibile anche in corso di convenzione, ma richiede un'istruttoria preliminare del GSE per verificare la compatibilità con il regime incentivante: la batteria va installata in modo da non alterare la misura dell'energia incentivata. Tempi e costi dell'istruttoria variano, indicativamente tra qualche centinaio di euro e 2-4 mesi di attesa.

Domande frequenti sul Conto Energia

Il Conto Energia esiste ancora nel 2026?

No, non per i nuovi impianti: l'incentivo statale è chiuso dal 6 luglio 2013, quando è stato raggiunto il tetto di spesa di 6,7 miliardi di euro. Chi ha una convenzione attiva continua però a ricevere la tariffa fino alla scadenza naturale dei vent'anni. Per installare oggi si usano altri strumenti: detrazione del 50%,Reddito Energetico e Comunità Energetiche.

Cosa succede quando scade la convenzione del Conto Energia dopo 20 anni?

L'impianto continua a produrre: si ferma solo la tariffa incentivante del GSE. Dopo vent'anni i pannelli hanno perso circa il 15-25% di efficienza, ma generano ancora energia utile. Puoi auto consumarla (risparmio indicativo di 0,25-0,30 €/kWh in bolletta),venderla con il Ritiro Dedicato, aggiungere un accumulo o affidarti alla rivendita intelligente. Un impianto da 3 kWp in Centro Italia produce ancora circa 3.000-3.500 kWh/anno.

Posso uscire prima dal Conto Energia?

Il DL Bollette 2026 ha previsto un'uscita anticipata volontaria dal 1° gennaio 2028, con un indennizzo pari al 90% del VAN degli incentivi residui, erogato in 10 rate annuali. In cambio serve però un repowering completo entro il 2030 con produttività raddoppiata e pannelli europei. È una strada pensata per impianti medio-grandi: per i piccoli impianti residenziali conviene quasi sempre completare la convenzione.

Cos'è il "Conto Energia Enpal"?

Non è l'incentivo statale: è il modo in cui Enpal valorizza l'energia in eccesso del tuo impianto oggi. Enpal acquista direttamente l'energia che non consumi, con pagamento mensile automatico e senza pratiche GSE, e un algoritmo ottimizza la vendita in base ai prezzi di mercato tramite Enpal One. L'obiettivo è ottenere di più rispetto alla vendita a prezzo fisso del Ritiro Dedicato, senza alcuna gestione da parte tua.

Conto Energia e Scambio sul Posto sono la stessa cosa?

No. Il Conto Energia premiava la produzione: il GSE pagava una tariffa fissa per ogni kWh prodotto, indipendentemente dall'uso. Lo Scambio sul Posto (chiuso ai nuovi impianti dal 2025) era invece una compensazione tra energia immessa e prelevata. I due meccanismi potevano coesistere: molti impianti in Conto Energia avevano anche lo Scambio sul Posto sull'energia eccedente.

Quello che ti conviene fare adesso dipende da un dettaglio semplice:

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