

L'Emission Trading System è il principale strumento dell'Unione Europea per ridurre le emissioni di CO₂. Esiste dal 2005 nella sua prima versione (ETS1), che copre industria pesante e produzione di elettricità. Ma è la seconda versione — l'ETS2 — che cambierà le regole del gioco per le famiglie italiane.
Per la prima volta, dal 2028 un prezzo sulle emissioni di CO₂ verrà applicato al gas per riscaldamento e ai carburanti per i trasporti. In pratica: riscaldare la casa a gas e fare il pieno costerà di più, e il costo aumenterà anno dopo anno.
In questa guida spieghiamo nel dettaglio come funziona il sistema, qual è il calendario, quanto costerà concretamente e cosa puoi fare per ridurre o azzerare l'impatto.
L'Emission Trading System (sistema di scambio delle emissioni) è un meccanismo di mercato che mette un prezzo sulle emissioni di CO₂. Il principio è semplice: chi emette gas serra deve pagare per farlo.
Funziona così:
1. L'Unione Europea fissa un tetto massimo (cap) alle emissioni totali consentite in un determinato settore
2. Questo tetto viene tradotto in permessi di emissione (allowances), ciascuno equivalente a 1 tonnellata di CO₂
3. I soggetti obbligati (aziende, fornitori) devono acquistare permessi sufficienti a coprire le proprie emissioni
4. I permessi si comprano e vendono su un mercato (trade), dove il prezzo è determinato dalla domanda e dall'offerta
5. Ogni anno il tetto si abbassa → i permessi diventano più scarsi → il prezzo sale → emettere CO₂ costa sempre di più
Questo meccanismo crea un incentivo economico crescente a ridurre le emissioni. Chi inquina meno, paga meno. Chi investe in tecnologie pulite, risparmia.
L'Europa ha due sistemi ETS distinti. È importante capire la differenza perché ti toccano in modi diversi.
La differenza sostanziale: l'ETS1 lo paghi già senza saperlo, nascosto nella bolletta elettrica. L'ETS2 lo vedrai chiaramente nel prezzo del gas e della benzina.
L'ETS2 include una misura di protezione: se i prezzi medi dell'energia (gas TTF o petrolio Brent) nel semestre precedente all'avvio superano i livelli della crisi del 2022, il sistema viene posticipato di un anno. Una seconda clausola può ritardarlo ulteriormente al 2029.
Con i prezzi energetici che si sono stabilizzati ben al di sotto dei picchi del 2022, l'avvio nel 2027-2028 resta lo scenario base.
Il costo dipende da quanto gas consumi per riscaldamento e quanto carburante usi per i trasporti. Ecco i calcoli basati sui consumi medi italiani.
Ogni metro cubo di gas bruciato produce circa 1,98 kg di CO₂. Con l'ETS2, su ogni kg di CO₂ si paga un prezzo.
Per benzina e gasolio, l'ETS2 aggiunge circa 0,10-0,15 €/litro al prezzo alla pompa (a 45-60 €/t di CO₂).
Questi sono costi aggiuntivi che si sommano alla bolletta attuale. E il punto chiave è la traiettoria: dopo il 2030, senza il tetto a 45 €/tonnellata, i prezzi del carbonio saliranno. Le proiezioni indicano 80-100+ €/tonnellata entro il 2035.
Non è una possibilità: è la logica stessa del sistema.
L'ETS2 funziona con un tetto che si abbassa ogni anno. Meno permessi disponibili = prezzo più alto. Questo è intenzionale: l'obiettivo europeo è la neutralità climatica entro il 2050, il che significa che le emissioni da riscaldamento e trasporti dovranno avvicinarsi a zero.
Nel percorso:
A questo punto ti starai chiedendo: ma allora conviene aspettare o agire subito? I numeri parlano chiaro: chi agisce ora approfitta degli incentivi (Bonus Casa 50%, Conto Termico 65%) e si sottrae a costi crescenti. Chi aspetta paga di più sia per la transizione sia per le tasse green nel frattempo.
L'ETS2 colpisce solo i combustibili fossili. La soluzione è smettere di usarli.
La pompa di calore usa elettricità, non gas. Niente gas = niente emissioni dirette = zero costo ETS2 sul riscaldamento.
Leggi la guida completa: pompa di calore: conviene?
Se la pompa di calore funziona con l'energia del tuo tetto, il costo di riscaldamento crolla:
Leggi l'analisi completa: fotovoltaico: conviene?
L'auto elettrica non usa benzina né gasolio → zero esposizione ETS2 sui trasporti. Caricata con il fotovoltaico di casa, il costo al km si avvicina a zero.
L'ETS2 è un tassello di una strategia europea più ampia:
Ogni pezzo rafforza gli altri. E il messaggio è uno solo: la transizione dal gas alle rinnovabili non è facoltativa, ma inevitabile. La domanda è solo quando farla — e prima è, meglio è.
L'ETS2 partirà nel 2028. Gli incentivi attuali sono ai livelli più alti. Dal 2027 le detrazioni scenderanno.
Con Enpal puoi installare un impianto fotovoltaico, una batteria di accumulo e una pompa di calore con 0 euro di anticipo — eliminando la tua esposizione alle tasse green prima che inizino a pesare.
L'ETS2 è un sistema europeo che dal 2028 mette un prezzo sulle emissioni di CO₂ legate al riscaldamento domestico e ai trasporti. I fornitori di gas e carburanti devono comprare permessi di emissione e trasferiranno il costo ai consumatori, rendendo gas e benzina più cari. Il prezzo partirà da un massimo di 45 €/tonnellata fino al 2030, poi salirà.
Il monitoraggio inizia nel 2025, gli obblighi di conformità nel 2027, il trading pieno nel 2028. Una clausola di salvaguardia può ritardare l'avvio se i prezzi energetici sono eccezionalmente alti, ma lo scenario più probabile è l'avvio nei tempi previsti.
Per una famiglia con riscaldamento a gas e un'auto: circa 210-250 €/anno nella fase iniziale (45 €/t), che possono salire a 400-500 €/anno dopo il 2030 (100 €/t). Per una villetta con 2 auto: 360-720 €/anno a seconda della fase. Chi ha pompa di calore e auto elettrica paga zero.
L'ETS2 colpisce solo i combustibili fossili. Installando una pompa di calore (al posto della caldaia a gas) elimini l'ETS2 sul riscaldamento. Con un'auto elettrica elimini quello sui trasporti. Aggiungendo il fotovoltaico riduci il costo dell'elettricità per alimentare entrambi. PdC + FV + EV = esposizione ETS2 pari a zero.
L'ETS1 (dal 2005) copre le grandi industrie e la produzione di elettricità — lo paghi già indirettamente in bolletta (~100-200 €/anno). L'ETS2 (dal 2028) copre gas per riscaldamento e carburanti per trasporti — lo pagherai direttamente attraverso il prezzo del gas e della benzina. Sono due sistemi separati con mercati distinti.