

L'Europa ha deciso: chi inquina, paga. Dal 2028 entrerà in vigore un nuovo sistema che per la prima volta metterà un prezzo sulle emissioni di CO₂ legate al riscaldamento domestico e ai trasporti. Si chiama ETS2 e cambierà concretamente quanto le famiglie italiane pagano per il gas e per il carburante.
Non si tratta di un'ipotesi futura: il quadro normativo è già stato approvato e il conto alla rovescia è iniziato. In questo articolo spieghiamo cosa sono le tasse green, quali già paghiamo senza saperlo, cosa cambierà con l'ETS2 e — soprattutto — come proteggersi in modo concreto.
Le tasse green (o tasse ambientali) sono imposte che applicano il principio "chi inquina paga": chi emette gas serra o causa un impatto ambientale sostiene un costo economico proporzionale. L'obiettivo è duplice: scoraggiare i comportamenti inquinanti e generare risorse per finanziare la transizione energetica.
I due strumenti principali sono:
In Italia il gettito da tasse ambientali è di circa 57-60 miliardi di euro all'anno (dati Eurostat), pari all'8-9% delle entrate fiscali totali — tra le percentuali più alte d'Europa. La maggior parte arriva dalle accise sui carburanti.
Prima di parlare di ETS2, è utile sapere che le famiglie italiane già pagano diverse tasse legate all'ambiente — spesso senza rendersene conto.
L'Italia ha tra le accise più alte d'Europa sui carburanti:
Le tasse rappresentano circa il 60-65% del prezzo alla pompa. Non sono formalmente una carbon tax, ma funzionano in modo simile: chi consuma più carburante, paga di più.
Dal 2005 esiste l'ETS1, il sistema europeo di scambio emissioni che copre le grandi industrie e la produzione di elettricità. Il prezzo del carbonio nell'ETS1 si è attestato intorno a 65-80 €/tonnellata nel 2025.
Questo prezzo si riflette già nelle bollette elettriche di tutti gli italiani, con un impatto stimato di 100-200 €/anno per famiglia. Lo paghiamo senza saperlo, incorporato nel costo dell'elettricità.
L'ETS2 (Emission Trading System 2) è il cambiamento più significativo in arrivo. A differenza dell'ETS1, che riguarda solo le grandi industrie, l'ETS2 colpisce direttamente le famiglie, toccando due voci fondamentali del bilancio domestico: il riscaldamento e i trasporti.
L'ETS2 opera a monte della filiera: i fornitori di gas e carburanti devono acquistare permessi di emissione per ogni tonnellata di CO₂ contenuta nei combustibili che vendono. Questo costo viene poi trasferito ai consumatori attraverso prezzi più alti del gas e del carburante.
In pratica:
1. L'UE stabilisce un tetto massimo di emissioni per edifici e trasporti
2. Il tetto si abbassa ogni anno → i permessi diventano più scarsi e costosi
3. I fornitori comprano i permessi alle aste → il costo entra nel prezzo del gas e del carburante
4. Le famiglie pagano di più per gas e benzina → hanno un incentivo economico a ridurre i consumi
Esiste una clausola di salvaguardia: se i prezzi dell'energia fossero eccezionalmente alti, l'avvio potrebbe slittare al 2029. Ma con i prezzi energetici che si sono stabilizzati dopo la crisi del 2022, l'avvio nel 2027-2028 resta lo scenario più probabile.
Per evitare aumenti eccessivi nei primi anni, la normativa prevede un meccanismo di stabilità: se il prezzo del carbonio supera i 45 €/tonnellata, vengono rilasciati permessi aggiuntivi per calmierare il mercato. Questo tetto è previsto fino al 2030, dopo il quale il prezzo potrà salire liberamente.
Le proiezioni degli analisti indicano un prezzo di 45-60 €/tonnellata nel periodo iniziale, con una crescita verso 80-100+ €/tonnellata dopo il 2030.
Ecco i numeri. Il calcolo si basa su consumi medi e un prezzo del carbonio tra 45 e 60 €/tonnellata.
Una famiglia italiana consuma in media circa 1.000-1.400 m³ di gas all'anno per riscaldamento e acqua calda. Ogni metro cubo di gas produce circa 1,98 kg di CO₂.
L'ETS2 si applica anche a benzina e gasolio. L'impatto stimato è di circa 0,10-0,15 €/litro in più alla pompa.
Per una famiglia che percorre 12.000-15.000 km/anno e consuma circa 1.000-1.200 litri di carburante:
Questi importi si aggiungono alle tasse ambientali già esistenti. E ricorda: dopo il 2030, con la rimozione del tetto a 45 €/tonnellata, i costi cresceranno ulteriormente.
Le famiglie più esposte all'ETS2 sono quelle che:
L'Europa non ha previsto solo il bastone: c'è anche la carota. Il Fondo Sociale per il Clima (Regolamento UE 2023/955) è finanziato dai ricavi delle aste ETS2 e destinato a sostenere le famiglie più vulnerabili nella transizione.
I numeri:
Il messaggio è chiaro: i soldi per la transizione ci sono, ma non arriveranno da soli. Bisogna muoversi.
La buona notizia è che esistono modi concreti per azzerare o ridurre drasticamente l'esposizione all'ETS2. La logica è semplice: l'ETS2 colpisce solo i combustibili fossili. Chi non li usa, non paga.
Sostituire la caldaia a gas con una pompa di calore significa azzerare le emissioni dirette di CO₂ per il riscaldamento. Niente gas consumato = niente costo ETS2.
Per capire quale tipo di pompa di calore è adatta alla tua situazione, leggi la nostra guida: pompa di calore: conviene?
Il fotovoltaico non è direttamente colpito dall'ETS2 (l'elettricità rientra nell'ETS1, già in vigore), ma gioca un ruolo fondamentale: se la pompa di calore è alimentata da energia autoprodotta, il costo di riscaldamento si avvicina a zero.
Per un'analisi completa dei numeri: il fotovoltaico conviene nel 2026?
Migliorare l'isolamento della casa riduce il fabbisogno di energia del 30-50%. Se riscaldi ancora a gas, questo significa proporzionalmente meno CO₂ emessa e meno ETS2 pagato. Se hai una pompa di calore, significa bollette elettriche ancora più basse.
Un cappotto termico costa 80-130 €/m² e può far guadagnare 2-4 classi energetiche. Per saperne di più: guida alla riqualificazione energetica.
Una famiglia che passa a pompa di calore + fotovoltaico + batteria ha essenzialmente zero esposizione all'ETS2 sul riscaldamento e riduce drasticamente il costo dell'elettricità. Con un veicolo elettrico, l'esposizione all'ETS2 si azzera completamente.
L'ETS2 non agisce da solo. Insieme alla Direttiva Case Green, forma un sistema coordinato di "bastone e carota":
L'effetto combinato è chiaro: aspettare diventa sempre più costoso. Chi si muove ora, quando gli incentivi sono ancora al massimo (Bonus Casa 50%, Conto Termico 65%), paga meno di chi aspetterà il 2028 con il gas che costa di più e le detrazioni che scendono.
Le tasse green arriveranno. La scelta è tra subirle e prepararsi.
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Le tasse green (o tasse ambientali) sono imposte che applicano il principio "chi inquina paga". Includono la carbon tax, i sistemi di scambio emissioni (ETS) e le accise sui combustibili fossili. In Italia il gettito da tasse ambientali è di circa 57-60 miliardi di euro/anno, tra i più alti in Europa, principalmente dalle accise sui carburanti.
L'ETS2 è il nuovo sistema europeo di scambio emissioni che copre il riscaldamento domestico e i trasporti. I fornitori di gas e carburanti devono acquistare permessi di emissione e trasferiscono il costo ai consumatori. L'avvio è previsto per il 2027 (monitoraggio) con piena operatività dal 2028. Il prezzo del carbonio sarà calmierato a 45 €/tonnellata fino al 2030.
Una famiglia con riscaldamento a gas e un'auto pagherà circa 200-330 €/anno in più (a 45-60 €/tonnellata di CO₂). Con due auto: 310-475 €/anno. Questi costi cresceranno dopo il 2030 con la rimozione del tetto al prezzo del carbonio.
L'ETS2 colpisce solo i combustibili fossili. Chi passa a pompa di calore elimina l'ETS2 sul riscaldamento. Chi aggiunge il fotovoltaico riduce il costo dell'elettricità. Con PdC + FV + auto elettrica, l'esposizione all'ETS2 è zero. Incentivi 2026: Bonus Casa 50%, Conto Termico 3.0 fino al 65%.
È un fondo europeo da 86,7 miliardi di euro (2026-2032), finanziato dai ricavi dell'ETS2, per aiutare le famiglie vulnerabili nella transizione: ristrutturazione energetica, mobilità sostenibile e supporto al reddito. L'Italia dovrebbe ricevere tra 7 e 9 miliardi di euro.